Amare il mare per imparare a proteggerlo: da Bisceglie al Senato, la lezione dei più piccoli
A “Libri nel Borgo Antico” il progetto degli alunni della De Amicis diventa un racconto di educazione ambientale e cittadinanza. Il libro “Amare il verde mare” nasce tra i banchi di scuola e conquista il primo posto al concorso nazionale “Vorrei una legge che…”
Ci sono progetti scolastici che si chiudono con l’ultima pagina di un quaderno e altri che riescono ad andare molto più lontano. Quello delle classi 5ª F e 5ª G del I Circolo Didattico “Edmondo De Amicis” di Bisceglie ha saputo uscire dai confini dell’aula, trasformando una riflessione sul mare in un esercizio concreto di cittadinanza.
La storia è stata raccontata al porto di Bisceglie, durante l’edizione 2026 di “Libri nel Borgo Antico”, con la presentazione di “Amare il verde mare”, il volume nato dal progetto realizzato dalla scuola insieme all’Associazione Avvocati di Bisceglie.
Protagonisti sono le ragazze e i ragazzi, invitati a guardare il mare non soltanto come parte del paesaggio quotidiano, ma come un patrimonio da conoscere, rispettare e difendere. Un percorso che li ha portati fino a Roma, dove hanno conquistato il primo posto nel concorso nazionale “Vorrei una legge che…”, promosso dal Senato della Repubblica.
Più che un semplice riconoscimento scolastico, il premio racconta la capacità di trasformare lo studio in una proposta concreta e l’educazione ambientale in partecipazione civica. Ed è proprio da qui che il progetto assume un significato più ampio, andando oltre il risultato raggiunto.
Prima amare, poi proteggere
A seguire e accompagnare il percorso anche ONTM – Osservatorio Nazionale Tutela del Mare, che ha riconosciuto fin dall’inizio il valore educativo dell’iniziativa: la tutela degli ecosistemi marini non comincia soltanto quando si manifesta un’emergenza, ma nasce prima, dalla conoscenza e dalla capacità di attribuire valore a ciò che ci circonda.
Anche il titolo scelto dagli studenti racchiude, in fondo, un programma: “Amare il verde mare”. Prima viene la conoscenza, poi il legame e infine la volontà di prendersene cura.
È qui che la scuola assume un ruolo centrale. Parlare di mare tra i banchi significa aiutare le nuove generazioni a comprenderne non soltanto il valore ambientale, ma anche quello sociale, economico, culturale e identitario. Una consapevolezza particolarmente rilevante per l’Italia, Paese naturalmente proiettato verso il Mediterraneo, ma non sempre capace di tradurre questa vocazione in una chiara visione marittima.
E quando questa consapevolezza riesce a tradursi in proposta, il percorso educativo compie forse il suo passaggio più importante.
Una lezione che guarda al futuro
Gli studenti della De Amicis hanno fatto proprio questo: hanno trasformato ciò che hanno imparato in partecipazione. Il risultato raggiunto al Senato dimostra quanto lontano possano arrivare le idee dei più giovani quando trovano adulti disposti ad ascoltarle, sostenerle e offrire loro gli strumenti per tradurle in azioni concrete.
Alla presentazione hanno preso parte, insieme ai rappresentanti dell’ONTM, gli assessori Loredana Bianco, Onofrio Musco e Roberta Rigante, l’avvocata Adriana Moschetti per l’Associazione Avvocati di Bisceglie, la professoressa Maria Pia Facchini, moderatrice dell’incontro, il presidente di Bisceglie Approdi Nico Ventura e la presidente del Consiglio di Circolo Liliana Amoruso.
Sul porto di Bisceglie, però, i protagonisti restano soprattutto i ragazzi. E il mare alle loro spalle non è stato soltanto lo scenario della giornata, ma il senso stesso del progetto: un patrimonio da conoscere, una cultura da trasmettere e un futuro di cui imparare a prendersi cura.