Dal Calich agli ecosistemi marini: ‘La Nuova Sardegna’ racconta un nuovo modo di tutelare l’ambiente
Droni, satelliti e intelligenza artificiale per comprendere i cambiamenti ambientali. La Nuova Sardegna racconta l’esperienza di NeMeA Sistemi, nel segno del dialogo tra innovazione e tutela del mare promosso nelle recenti iniziative condivise con ONTM: dalla conoscenza degli ecosistemi al supporto alle decisioni.
La laguna del Calich, ad Alghero, diventa un laboratorio per sperimentare nuove tecnologie al servizio dell’ambiente. Lo racconta La Nuova Sardegna in un articolo firmato da Nicola Nieddu, dedicato al modello di monitoraggio sviluppato da NeMeA Sistemi per integrare dati provenienti da sensori, droni acquatici e satelliti e interpretare l’evoluzione dell’ecosistema.
Un’esperienza che si collega all’impegno dell’Osservatorio Nazionale Tutela del Mare: mettere in relazione innovazione, conoscenza e salvaguardia degli ambienti marini e costieri, favorendo il dialogo tra imprese, ricerca e istituzioni. In questa direzione si è sviluppata anche la collaborazione tra ONTM e NeMeA, dallo Space & Blue Forum Sardegna 2030 di Olbia alla recente partecipazione condivisa a RemTech Expo, occasioni di confronto sul contributo delle tecnologie spaziali e marine all’osservazione degli ecosistemi.
Dal dato alla tutela degli ecosistemi
Il lavoro sul Calich traduce questa visione in una sperimentazione concreta. L’obiettivo è superare le rilevazioni isolate, mettendo in relazione informazioni raccolte in luoghi e momenti diversi per riconoscere i cambiamenti, individuare possibili anomalie e fornire a chi gestisce il territorio elementi utili per intervenire con maggiore consapevolezza.
«In NeMeA siamo sempre più convinti che tecnologie e competenze debbano essere utilizzate per comprendere e tutelare al meglio l’ambiente», commenta Michele P. Boella, CEO e Founder di NeMeA Sistemi, componente del Comitato Esecutivo ONTM e Coordinatore Territoriale per la Sardegna. «L’Intelligenza Artificiale diventa così uno strumento per passare dalla disponibilità del dato alla sua interpretazione: non sostituisce chi deve decidere, ma contribuisce a mettere a sua disposizione informazioni più tempestive e leggibili».
Lo stesso approccio si estende all’ambiente marino attraverso EMAMI, l’Ecosistema di Monitoraggio Ambientale Marino IoT. NeMeA sviluppa modelli di intelligenza artificiale per elaborare immagini satellitari ottiche e multispettrali ed evidenziare variazioni e possibili criticità delle comunità biologiche marine, con particolare attenzione alle praterie di Posidonia oceanica. Il sistema integra i dati delle missioni europee Sentinel con le capacità di osservazione della Terra del programma nazionale IRIDE dell’Agenzia Spaziale Italiana, offrendo strumenti conoscitivi a supporto della protezione della biodiversità.
L’azienda ha inoltre ottenuto la certificazione ISO/IEC 42001:2023, lo standard internazionale dedicato ai sistemi di gestione dell’intelligenza artificiale. Il conseguimento della certificazione si inserisce nel percorso di sviluppo e utilizzo responsabile dell’AI: dalla qualità e provenienza dei dati alla valutazione dei rischi, fino alla verifica dei risultati e alla tracciabilità dei processi.
A questo percorso si collega naturalmente anche l’ingresso di Boella nel Gruppo Tecnico Aerospace di Confindustria per il mandato 2026–2028, che amplia le occasioni di confronto sulle tecnologie spaziali e sulle loro applicazioni.
L’esperienza raccontata da La Nuova Sardegna si inserisce così nel dialogo che ONTM promuove tra istituzioni, ricerca e imprese: rendere dati e competenze strumenti utili per conoscere gli ambienti marini e costieri e orientare le scelte per la loro salvaguardia.
Fonte: La Nuova Sardegna, articolo di Nicola Nieddu